Recensioni

Giuseppe Selvaggi – critico d’arte

Rigore di forme narranti. Gli oggetti ed i segni di Bartolomeo Genovese.

Genovese allinea una serie di rappresentazioni di oggetti che, per virtù d’arte, risultano in realtà vive. Si viene catturati dalla sua buona, serena eppur tormentata pittura. Nella sua individualità netta di pittore, nella sua storia di scelte e decisioni, egli esprime una sintesi del nostro secondo Novecento figurativo. Attuale nella movimentazione delle culture, egli va riascoltato visivamente e seguito nel suo viaggio culturale.

 

Stefania Severi – critica d’arte

L’oggetto che si fa soggetto di raffigurazione tende ad assumere valori che danno luogo a varie interpretazioni  in chiave allegorica e simbolica. Genovese affida ad essa la ” sua “ visione e la “sua” interpretazione del reale, e dal cambiamento della rappresentazione si evince un cambiamento di senso.  Analizzando la distribuzione armonica degli oggetti si nota il loro porsi come personaggi in uno spazio di azione drammatico  scandito dalle ombre che si fanno talora entità a sé stanti, presenze inquietanti che invadono lo spazio della rappresentazione; in alcuni casi direttamente dallo spazio empirico. In diverse opere è evidente un richiamo alla Metafisica a ribadire quindi una validità sovrastorica in quanto essa non è solo una poetica legata ad un periodo storico, ma anche una concezione estetica.

 

Luigi Tallarico – critico d’arte

La “natura morta” di Genovese ha seguito un risultato sul piano dell’identificazione del rapporto oggetto-spazio.  Si sa che dal barocco agli impressionisti il colore-luce, diventato atmosfera, ha dissolto sia lo spazio che gli oggetti. E’ su questo terreno che si può misurare il risultato estetico autonomo raggiunto dall’artista, dal momento che, pur essendosi servito degli oggetti ad un solo contingente non ha rappresentato il significato limitato, ma ha lasciato che ” le cose ordinarie” cogliessero i “valori nascosti” delle cose stesse, al di là di ogni segnaletica esteriore.  Le  brocche e le bottiglie ” silenziose” che avrebbero sollecitato la rilevanza “muta” delle cose passivamente contemplate, perdono la loro immobilità ottica e movimentando il campo d’azione, svelano la loro aspirazione ad una vita organica, non più staticamente costruita.

 

Elio Mercuri – critico d’arte

Nel disagio e nella tensione di questo tempo, sempre più intensa è la ricerca di un luogo lontano dall’alienazione ove ci appartengono i desideri ed i sogni.  Luogo ove si incontrano le ansie segrete della poesia che è in ognuno di noi e che sola risponde all’insistenza di una interrogazione sul senso che può assumere la nostra esistenza. L’arte è questa volontà di varcare la linea della realtà apparente e calarsi nell’immaginazione e nel sogno. Bartolomeo Genovese esprime con la sua arte questa intensione di aiutare l’uomo nel suo desiderio di libertà ad entrare nei sogni.